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Mario Thanavaro, mio caro amico nel Dhamma

Anche se non ne ho un ricordo preciso, dobbiamo esserci incontrati per la prima volta al Vihara di Hampstead, nel nord di Londra, dove vivevano Ajahn Sumedho e i monaci nel 1978-79, prima di trasferirsi a Chithurst. Una cosa che però ricordo è la visita di sua madre, che sembrava piuttosto infelice del fatto che suo figlio vivesse in un Vihara buddhista.

I miei primi ricordi più chiari di Mario Thanavaro risalgono ai primi tempi a Chithurst, quando era un giovane monaco amichevole e di supporto. In segno di apprezzamento per la sua amicizia, sponsorizzai il suo volo di ritorno in Italia per visitare la sua famiglia con gli ultimi soldi che avevo. Fu anche molto coraggioso nel chiedermi di rasargli la testa, pur sapendo che non avevo mai rasato la testa a nessuno se non a me stesso. Ricordo che i suoi capelli erano piuttosto folti dopo un mese di crescita, ma per fortuna riuscii a farlo senza provocare sangue, per quanto ricordi.

Nel 1983 abbiamo vissuto insieme in una casa nel Northumberland, che poi sarebbe diventata il monastero Aruna Ratanagiri (vicino New Castle in Gran Bretagna). All’epoca ero un Anagarika, e nella piccola casa vivevamo in cinque: tre monaci e due Anagarika. Avevamo molto lavoro da fare per ristrutturare la casa.

Mario Thanavaro trascorse del tempo a creare un motivo decorativo sulla pietra intorno al camino, che allora si trovava nella stanza che usavamo come sala del santuario. È ancora lì, ed è un ricordo piacevole per me quando torno a visitare quel luogo. Cinque uomini in una casa piccola potevano a volte far sentire la convivenza un po’ intensa, ma Mario Thanavaro portava un’energia positiva nella piccola comunità, specialmente con le sue pratiche devozionali. Gli piaceva cantare mantra, e qualcuno scherzava dicendo che era un monaco tibetano con le vesti Theravāda. Ricordo che insegnava mantra all’altro Anagarika, che stava attraversando un periodo difficile: fu un aiuto importante per lui.

Il suo atteggiamento positivo è ben rappresentato da una storia che mi raccontò della sua vita. Suo padre era nell’esercito, e per circostanze particolari anche lui passò un periodo nell’esercito. Per via delle sue aspirazioni spirituali non beveva alcol con gli altri soldati. Una sera, i suoi compagni tornarono ubriachi e, trovandolo a dormire, uno di loro decise di urinargli addosso. Mario Thanavaro raccontava questa storia sorridendo, aggiungendo: “Almeno era caldo!”

Prima di lasciare Harnham, fu invitato a tenere un discorso al gruppo buddhista di Newcastle e io lo accompagnai. Era ancora un monaco giovane, non abituato a parlare in pubblico, ma sembrava felice di farlo e tenne un bellissimo discorso sul Dhamma, molto apprezzato dal gruppo.

Nel 1988-89 siamo stati insieme al monastero Bodhinyanarama a Wellington, in Nuova Zelanda. Essendo un monastero nuovo, c’era molto da fare per sviluppare il sito. Ancora una volta, ho apprezzato la sua amicizia e la sua presenza di supporto e, come a Harnham, sentii la sua mancanza quando lasciò Bodhinyanarama per fondare un monastero buddhista in Italia.

Anche se Mario Thanavaro ha lasciato la vita monastica, la pratica del Dhamma e il supporto agli altri nella loro pratica restano centrali nella sua vita. Continuiamo a tenerci in contatto, scambiandoci auguri per il Vesak e qualche email. E ci godiamo del tempo insieme quando ho l’opportunità di visitare Santacittarama.

Spero che un giorno verrà a trovarmi a Chithurst e anche negli altri monasteri che contribuì a sviluppare in quei giorni pionieristici.

Che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza

Karuniko Bhikkhu

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